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Il marimo, come prendersi cura dell’alga portafortuna

Redazione 12 Gennaio 2026
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Marimo, il cui nome scientifico è Aegagropila linnaei, è un’alga d’acqua dolce che assume spontaneamente una forma sferica grazie al lento movimento delle correnti nei laghi freddi e tranquilli. Originaria di bacini che vanno dal Giappone all’Islanda, passando per Estonia, Scozia e persino alcune zone dell’Australia, questa piccola sfera verde è al centro di miti e leggende locali, in particolare al lago Akan dove è considerata tesoro naturale e simbolo di fedeltà.

Nel folklore giapponese il marimo è un vero e proprio portafortuna: la leggenda racconta di due giovani che, per amore, si trasformarono nelle sfere verdi del lago, e ancora oggi il marimo viene spesso regalato alle coppie o tramandato in famiglia. Negli ultimi anni la sua estetica morbida e l’aspetto quasi “animato” ne hanno favorito la diffusione in Occidente, dove è apprezzato come elemento decorativo e come simbolo di serenità domestica.

Prendersi cura del marimo è semplice ma richiede attenzione continua: la prima regola riguarda la luce. Il marimo prospera con luce soffusa, luce filtrata e mai diretta, che ne consente la fotosintesi senza surriscaldare l’acqua. L’esposizione diretta al sole, specialmente in estate, può innalzare la temperatura oltre i 25 gradi, valore che l’alga tollera con difficoltà; in ambienti molto caldi gli appassionati talvolta ripongono temporaneamente il contenitore in frigorifero per simulare le temperature dei laghi d’origine.

La qualità dell’acqua è un altro fattore cruciale: il marimo vive esclusivamente in acqua dolce e non necessita di additivi particolari. È consigliabile usare acqua del rubinetto lasciata a decantare per almeno 24 ore in modo che il cloro si disperda. La manutenzione ordinaria prevede un cambio d’acqua ogni una o due settimane per garantire ossigenazione, rimuovere impurità e prevenire torbidità.

La pulizia va eseguita con delicatezza: estrarre il marimo, rinsciacquarlo sotto acqua fredda corrente e poi strizzarlo lievemente come una spugna soffice per eliminare detriti e bolle d’aria. Successivamente è utile modellarlo tra le mani per recuperare la forma sferica originaria; questo gesto, quasi meditativo, richiama il lento rotolare naturale nelle acque profonde e aiuta a mantenere una crescita uniforme.

Per ospitare un marimo bastano pochi strumenti: contenitori trasparenti come un barattolo di vetro, una piccola boccia o un acquario di almeno mezzo litro sono ideali perché lasciano filtrare la luce e permettono di osservare il movimento. Decorazioni di piccole pietre, sabbia fine o legnetti non disturbano l’alga e ne esaltano la presenza. Bisogna invece fare attenzione alla convivenza con altre specie: i pesci rossi potrebbero danneggiarlo, mentre alcuni gamberetti d’acqua dolce lo usano come appoggio senza arrecare danno.

Una delle qualità più affascinanti del marimo è la cosiddetta “danza del marimo”: durante la fotosintesi l’alga rilascia microbolle d’ossigeno che possono farla sollevare in superficie per poi ricadere lentamente. Un espediente per accelerare temporaneamente il galleggiamento è aggiungere una piccola quantità di acqua frizzante, ricca di CO2, che favorisce la formazione di bolle; questa pratica va però usata con parsimonia, perché un eccesso di anidride carbonica può stressare l’alga.

Se il marimo mostra segni di sofferenza, come ingiallimento o scurimento, le cause più frequenti sono luce eccessiva, acqua stagnante o temperature troppo alte. Interventi semplici come un cambio d’acqua, uno spostamento in una zona più fresca e una pulizia profonda spesso sono sufficienti per il recupero. Se l’alga si divide, non è una sentenza: è possibile riunire le parti con un filo sottile, preferibilmente in nylon, e ricomporre la sfera che piano tornerà alla sua forma originaria.

Avere un marimo in casa significa portare un simbolo di fortuna e tranquillità nel proprio ambiente: la sua manutenzione contenuta, l’aspetto decorativo e il valore simbolico ne hanno fatto una presenza amata nelle abitazioni moderne. Per chi cerca un elemento naturale a bassa manutenzione che offra al contempo un tocco estetico e un significato culturale, il marimo resta una scelta elegante e facilmente gestibile.

 

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