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Salsapariglia, come coltivare la “stracciabraghe”

Redazione 20 Gennaio 2026
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Salsapariglia, nota popolarmente come stracciabraghe per i suoi fusti spinosi che tendono ad impigliare i vestiti, è una pianta sempreverde apprezzata per l’aspetto ornamentale e le vivaci bacche rosse. Appartenente alla famiglia delle Liliaceae e riconosciuta scientificamente come Smilax aspera, questa specie unisce bellezza e robustezza: è rustica, rampicante e può essere utilizzata sia come esemplare singolo sia per creare siepi dense e decorative.

Dal punto di vista morfologico la salsapariglia presenta foglie a forma di cuore con margini lievemente dentati e un fusto flessibile che si trasforma in liana provvista di spine arcuate. I fiori sono piccoli, bianchi e a forma di stella, mentre i frutti consistono in grappoli penduli di bacche rosse. La specie può raggiungere i 2 metri di altezza e fiorisce prevalentemente in estate, offrendo un periodo ornamentale prolungato.

Originaria dell’Asia centrale e dell’America meridionale, la pianta è oggi comune anche in Europa e si sviluppa spontaneamente nella macchia mediterranea. Grazie alla grande adattabilità tollera climi miti e temperature anche sottozero, sopporta periodi di siccità e terreni poveri. Tuttavia, senza controlli può diventare invasiva, quindi è importante pianificare la sua collocazione in giardino per evitare che occupi spazi limitrofi.

Per la messa a dimora in piena terra è preferibile intervenire in primavera, o in autunno in regioni dove l’inverno è mite. I semi vanno interrati a una profondità di circa 0,5-1 centimetro in un substrato ben drenato e leggero, mantenendo una distanza di 20-30 centimetri tra le piante per favorire una crescita equilibrata. Un buon drenaggio è fondamentale per prevenire ristagni idrici che possono compromettere le radici.

La coltivazione in vaso richiede un recipiente profondo almeno 25-30 centimetri, riempito con terriccio universale e uno strato sul fondo di argilla espansa o materiale drenante. I semi vanno disposti a 0,5-1 centimetro di profondità e distanziati di 3-4 centimetri; dopo la crescita iniziale le piantine possono essere travasate in vasi singoli. Il rinvaso va effettuato ogni 2-3 anni, preferibilmente in primavera prima della ripresa vegetativa.

La propagazione per talea è semplice ed efficace: si praticano talee di nodo o di punta in inverno o a inizio primavera, inserendole in un substrato ben drenato. Le giovani piante vanno mantenute in vaso fino alla primavera successiva e poi messe a dimora. Questo metodo consente di mantenere le caratteristiche della pianta madre ed è particolarmente utile per chi desidera moltiplicare esemplari selezionati.

La salsapariglia è nota per la sua resistenza alla siccità e per la bassa necessità di annaffiature: le piante adulte si accontentano spesso dell’acqua piovana. Durante la fase vegetativa le irrigazioni devono però essere regolari per mantenere il substrato leggermente umido. È essenziale evitare i ristagni d’acqua per prevenire il marciume radicale, che rappresenta il principale rischio per la pianta. Non bagnare le foglie durante l’annaffiatura per limitare problemi fogliari.

La potatura è un intervento fondamentale per mantenere forma e ordine: va eseguita dopo la fioritura, in periodo di riposo vegetativo, eliminando rami malati, secchi o eccessivamente lunghi. Questo migliora l’aerazione e stimola la produzione di nuovi germogli, oltre a consentire di guidare la pianta se coltivata come rampicante su supporti. La concimazione è consigliata ogni 3-4 settimane dalla primavera all’estate con un fertilizzante liquido equilibrato.

Tra le avversità più diffuse figurano il marciume radicale dovuto a eccessi idrici e l’oidio, riconoscibile da una patina bianca sulle foglie: in questi casi rimuovere le parti colpite e migliorare la circolazione dell’aria; se necessario intervenire con prodotti antifungini. I parassiti possibili includono lepidotteri, afidi, cocciniglia e ragnetto rosso. Si possono adottare rimedi naturali come sapone molle o prodotti a base di piretroidi, ricorrendo a insetticidi specifici solo in caso di infestazioni gravi.

Grazie alla combinazione di valore ornamentale, facilità di coltivazione e resistenza, la salsapariglia rimane una scelta eccellente per giardini mediterranei, siepi decorative e pergolati. Con una gestione attenta di esposizione, irrigazione, potatura e controllo fitosanitario si ottiene una pianta vigorosa, elegante e duratura che valorizza qualsiasi spazio verde.

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