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Maranta: cura, varietà ed esposizione della pianta “della preghiera”

Redazione 23 Gennaio 2026
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Maranta, nota comunemente come pianta della preghiera, è una scelta raffinata per chi desidera verde dallo spirito tropicale in casa. Apprezzata per il suo fogliame decorativo e per il movimento serale delle foglie, questa ornamentale da interno sorprende per la capacità di adattarsi a contesti urbani senza richiedere cure estreme. Il fenomeno che la rende così affascinante è la nyctinastia, il movimento notturno delle foglie, che ne aumenta l’effetto scenografico nell’ambiente domestico.

La Maranta appartiene alla famiglia delle Marantacee e condivide molte somiglianze con generi affini come Calathea e Stromanthe. È originaria delle foreste pluviali del Sud America, soprattutto del Brasile, dove cresce nel sottobosco umido e ombroso. Il nome ricorda il botanico pugliese Bartolomeo Maranti, mentre la denominazione Calathea deriva dal termine antico calathus, che richiama l’uso degli steli flessibili per intrecciare canestri.

Tra le cultivar più diffuse troviamo la Maranta leuconeura Kerchoveana, caratterizzata da foglie verde chiaro con macchie brune e dimensioni compatte intorno ai 25 cm, e la Maranta leuconeura Fascinator, riconoscibile per venature rosse e chiazze giallo verdi che può raggiungere fino a 50 cm. Entrambe mantengono un portamento ordinato, ideale per interni eleganti e per chi cerca un impatto estetico senza volumi ingombranti.

Per prosperare la Maranta necessita di luce diffusa e non sopporta la luce diretta del sole che può scolorire o bruciare il fogliame. La collocazione ideale è una posizione di mezz ombra, in stanze ben illuminate ma con luce filtrata. La pianta gradisce temperature costanti tra i 18 e i 27 °C e manifesta stress se esposta a freddo intenso al di sotto di 10–12 °C, perciò è opportuno proteggerla da correnti fredde e sbalzi termici.

L’elemento davvero determinante per la Maranta è l’umidità elevata. Un ambiente simile a quello delle foreste tropicali favorisce una crescita rigogliosa: il bagno luminoso è spesso una collocazione perfetta. Tra maggio e settembre la pianta può vivere anche all’esterno, su balconi o in giardino, purché in posizione ombreggiata e mai esposta alla luce solare diretta che danneggerebbe il fogliame.

Dopo l’acquisto è consigliabile rinvasare la Maranta in un vaso uno o due numeri più grande, disponendo sul fondo uno strato di argilla espansa per migliorare il drenaggio. Il substrato ideale è soffice e leggermente umido: un mix di terriccio per piante verdi, fibra di cocco o torba e una componente minerale come perlite o sabbia grossolana garantisce equilibrio tra drenaggio e ritenzione idrica. Il rinvaso va ripetuto ogni 1-2 anni o quando le radici fuoriescono dal vaso.

L’irrigazione deve mantenere il terriccio leggermente umido senza creare ristagni: annaffiare quando lo strato superficiale inizia ad asciugare e rimuovere l’acqua residua dal sottovaso dopo circa mezz ora. L’acqua migliore è non calcarea, come quella filtrata o piovana, per evitare accumuli di sali che provocano ingiallimenti. Per aumentare l’umidità sono utili nebulizzazioni frequenti, un vassoio con ciottoli e acqua o un umidificatore domestico che replicano le condizioni naturali.

La Maranta ha basse necessità nutritive. Durante la stagione vegetativa, da aprile a ottobre, basta un fertilizzante liquido per piante verdi ogni 10–12 giorni, riducendo la concimazione in inverno a una volta al mese o sospendendola. La potatura è limitata: occorre solo eliminare le foglie ingiallite o secche tagliandole alla base per favorire nuovi getti. La pulizia del fogliame con un panno morbido mantiene brillantezza e facilita la fotosintesi.

I segnali di problemi sono spesso intuitivi: bordi secchi o foglie accartocciate indicano aria troppo secca, mentre foglie gialle segnalano eccesso d’acqua o drenaggio insufficiente. Macchie marroni e sbiadimenti possono derivare da esposizione a luce diretta. Con una corretta combinazione di luce indiretta, alta umidità e irrigazioni regolari si prevengono la maggior parte delle difficoltà.

Per il design domestico la Maranta è una risorsa eccellente: elegante, compatta e perfetta per piccoli appartamenti, scrivanie, mensole e nicchie. Il suo fogliame decorativo e il movimento serale rendono la pianta quasi «interattiva», capace di animare gli ambienti con discrezione. Con le giuste attenzioni anche i meno esperti possono godere a lungo di questa pianta dalla forte personalità estetica.

 

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