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Guida alla coltivazione della salvia in terreno e in vaso

Redazione 4 Novembre 2024
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La salvia è una delle piante aromatiche più amate nella cucina mediterranea, grazie al suo profumo intenso e alle sue foglie aromatiche. Appartenente alla famiglia delle lamiacee, il suo nome deriva dal latino “salvus”, che riflette le sue presunte proprietà curative. Originaria dell’area mediterranea, la salvia si presenta in diverse varietà, tra cui la ben nota salvia officinalis.

Questa pianta può raggiungere fino a un metro di altezza e si distingue per le sue foglie verdi, argentate e vellutate, che emanano un profumo delizioso. La fioritura avviene in primavera e i suoi fiori hanno un caratteristico colore viola chiaro. Se hai intenzione di raccogliere le foglie, è fondamentale farlo prima della fioritura, al fine di preservare il loro aroma e le loro proprietà.

Oltre alla salvia officinalis, è interessante citare altre specie come la sclarea, contraddistinta da foglie a forma di cuore e fiori bianchi e blu chiaro. A seconda delle condizioni climatiche del nostro ambiente, possiamo optare per la coltivazione della salvia sia in piena terra che in vaso.

Se decidi di coltivarla in vaso, ti consigliamo di utilizzare contenitori in terracotta con un diametro compreso tra i 25 e i 30 centimetri. Questo favorirà un buon sviluppo delle radici. Il mese di marzo è il momento ideale per piantare la salvia in vaso, sempre che le temperature notturne non siano troppo rigide. In alternativa, puoi riparare il vaso in un luogo protetto fino al miglioramento delle condizioni meteorologiche.

Per quanto riguarda la coltivazione in terreno, è importante preparare adeguatamente il suolo. Scava una buca che sia almeno il doppio della zolla radicale della pianta e ricorda che il periodo migliore per il trapianto è maggio, quando le temperature notturne sono superiori ai dieci gradi. Dopo aver interrato la pianta, assicurati di innaffiarla generosamente.

Durante il primo anno di vita, la salvia crescerà lentamente, mentre successivamente accelera il suo sviluppo. La posizione ideale per la salvia è in un luogo molto luminoso, dove possa ricevere l’irraggiamento diretto del sole per molte ore al giorno. È una pianta che ama il caldo e potrebbe non tollerare bene il freddo intenso e prolungato tipico di alcune regioni italiane.

Per ottenere un’ottima crescita, la salvia ha bisogno di un terreno ben drenato e aerato. Un substrato neutro con un buon apporto di sabbia è l’ideale, mentre è meglio evitare terreni pesanti e acidi. È fondamentale controllare l’annaffiatura, evitando di lasciare il terreno inzuppato; attendi sempre che il substrato asciughi tra un’irrigazione e l’altra.

Per nutrire la tua salvia, puoi utilizzare un concime liquido da aggiungere all’acqua durante le innaffiature, per due volte al mese, esclusivamente in primavera e in estate. Scegli un fertilizzante ricco di azoto per favorire la crescita delle foglie. Al termine della stagione estiva, una potatura aiuterà a stimolare nuova vegetazione.

Se desideri moltiplicare la tua salvia, puoi provare a effettuare delle talee tra primavera e estate. Prendi rami di almeno tre anni, tagliandoli in segmenti di circa dieci centimetri, privali delle foglie basali e pianterai in un vaso con terriccio fertile e sabbia. Mantieni il terreno umido e, se vedrai comparire nuovi germogli, saprai che il tuo tentativo ha avuto successo!

Nonostante le cure, la salvia può essere colpita da funghi. L’erysiphe si manifesta con macchie bianche, mentre la peronospora causa annerimento e disseccamento delle foglie. Nel primo caso, rimuovi le parti danneggiate, mentre per contrastare la peronospora puoi usare trattamenti a base di rame. Attenzione anche a non sovra-innaffiare per evitare il marciume radicale, causato da errori di coltivazione.

Se noti foglie ingiallite, potrebbe essere un segnale di attacco dei nematodi: evita di bagnare eccessivamente la pianta e rimuovi le foglie compromesse. Infine, gli afidi possono infestare la salvia, ma puoi combatterli con metodi naturali, come l’introduzione di coccinelle o l’uso di macerato d’ortica.

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