Skip to content
462551144_565156229263092_2154060414021148416_n

Primary Menu
  • Home
  • Privacy Policy
  • Home
  • Giardinaggio
  • Amaryllis e Hippeastrum: Storia e Caratteristiche di Due Fiori Simili ma Diversi
  • Giardinaggio

Amaryllis e Hippeastrum: Storia e Caratteristiche di Due Fiori Simili ma Diversi

Redazione 28 Novembre 2024
amaryllis

La storia di Amaryllis e Hippeastrum è curiosa e affascinante, proprio come le celebri cinture de Il Diavolo veste Prada. Sebbene queste due piante possano sembrare simili, in realtà presentano differenze sostanziali. Tutto ha inizio nel 1753, quando Linneo, nel suo celebre libro Species plantarum, descrisse una pianta identificata come Amaryllis belladonna.

Linneo non si limitò a questa sola specie, ma inserì nel genere Amaryllis anche altre piante come Brunsviglia, Sprekelia e Sternbergia. La sua descrizione, però, non era sufficientemente chiara, portando così a confusione tra Amaryllis e Hippeastrum. Un’interessante analisi dei Royal Botanic Gardens di Kew offre un chiarimento su questa intricata vicenda botanica, evidenziando i motivi della confusione.

Un punto importante da sottolineare è che Amaryllis era conosciuta in Italia già nel 1633. Il botanico Giovan Battista Ferrari, nella sua opera Flora, menzionava due ibridi naturali di Amaryllis, indicandoli come “Narcissus Indicus Liliaceus”, per evidenziare la loro somiglianza con i gigli, facente parte della famiglia delle Amaryllidaceae.

Linneo era a conoscenza dell’Amaryllis, originaria del Sudafrica, conosciuta in Italia come “giglio belladonna”, ma è probabile che non avesse familiarità con Hippeastrum, una pianta originaria del Centro e Sud America, che all’epoca era poco nota e meno coltivata.

Nonostante Linneo avesse aggiunto note sulla morfologia dei fiori e dei petali nella seconda edizione di Species plantarum, la confusione continuò. Nel 1819, il botanico William Herbert introdusse la denominazione Hippeastrum equestre, contribuendo ulteriormente alla discrepanza. Solo nel 1987 c’è stata una netta separazione tra i due generi, un evento paragonabile a un concilio di Trento in ambito botanico.

Oggi sappiamo che, sebbene Amaryllis e Hippeastrum siano riconducibili a due generi distinti, mantengono affinità genetiche e morfologiche. Amaryllis si ibrida facilmente con altre piante del suo genere, come la Brunsvigia, producendo risultati straordinari, molti dei quali sono stati ottenuti dall’ibridatore italiano Angelo Porcelli, famoso a livello internazionale.

A differenza dell’Amaryllis, che conta una sola specie (la belladonna), l’Hippeastrum (foto sotto) vanta centinaia di varietà, e il numero è in continua crescita. Le differenze iniziano già dai bulbi: quelli di Amaryllis, di forma allungata e color sabbia, sono spesso considerati poco attraenti; al contrario, i bulbi di Hippeastrum sono tondi, lucidi e decisamente più imponenti. Possono variare dalla grandezza di una pallina da tennis fino a quella di un grosso melograno.

Il periodo di fioritura è un altro fattore distintivo: Amaryllis fiorisce in tarda estate, mentre Hippeastrum sboccia in primavera. Nonostante l’Amaryllis venga talvolta chiamata naked lady a causa della sua bellezza, i suoi fiori rosa presentano una lucentezza che ricorda le ali di una farfalla. Al contrario, i fiori di Hippeastrum sono disposti a corona e variano in un’ampia gamma di colori, dall’arancio al bianco, escludendo solo il malva e il blu.

In conclusione, sebbene le due piante possano sembrare simili a un occhio inesperto, presentano una storia e caratteristiche distintive. Mentre Amaryllis può essere vista come una pianta “vecchia” con una tradizione consolidata, Hippeastrum rappresenta una pianta “nuova” che ha saputo conquistare un posto d’onore nei giardini contemporanei, riflettendo colori vibranti e uno stile pop che non passa inosservato.

Continue Reading

Previous: Gaultheria procumbens: la pianta che illumina l’autunno
Next: Cosa fare quando le foglie del limone cadono

Articoli Correlati

145924693-9a79af2d-c8eb-4307-8a87-f3217d139265
  • Giardinaggio
  • Piante da Appartamento
  • Piante da esterno

Asparagina: guida pratica per coltivare la sempreverde in casa

Redazione 25 Febbraio 2026
125947781-45fe6c91-14e8-42f7-bd38-899375abebd1
  • Alberi
  • Fiori
  • Giardinaggio

La magnolia: come coltivare e mantenere rigogliosa la regina dei giardini

Redazione 20 Febbraio 2026
163145905-c619fcdc-8ac5-4544-bf2a-7b58bda54188
  • Alberi
  • Giardinaggio

Palma da dattero: come curare la pianta patrimonio dell’UNESCO

Redazione 20 Febbraio 2026

Ultimi Articoli

Asparagina: guida pratica per coltivare la sempreverde in casa 145924693-9a79af2d-c8eb-4307-8a87-f3217d139265

Asparagina: guida pratica per coltivare la sempreverde in casa

25 Febbraio 2026
La magnolia: come coltivare e mantenere rigogliosa la regina dei giardini 125947781-45fe6c91-14e8-42f7-bd38-899375abebd1

La magnolia: come coltivare e mantenere rigogliosa la regina dei giardini

20 Febbraio 2026
Palma da dattero: come curare la pianta patrimonio dell’UNESCO 163145905-c619fcdc-8ac5-4544-bf2a-7b58bda54188

Palma da dattero: come curare la pianta patrimonio dell’UNESCO

20 Febbraio 2026
Maranta: cura, varietà ed esposizione della pianta “della preghiera” 154420700-b4a9888a-682a-48c6-8498-b504413f99fe

Maranta: cura, varietà ed esposizione della pianta “della preghiera”

23 Gennaio 2026
Salsapariglia, come coltivare la “stracciabraghe” 154649936-96a8276c-d07a-4ff1-921a-d835b70504d3

Salsapariglia, come coltivare la “stracciabraghe”

20 Gennaio 2026
Il marimo, come prendersi cura dell’alga portafortuna 160533313-93c52267-fa26-4243-bd28-213df4454671

Il marimo, come prendersi cura dell’alga portafortuna

12 Gennaio 2026
Copyright (c) 2025 - info@ulissepress.it | MoreNews by AF themes.