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Guida alla coltivazione dello scalogno: consigli pratici e tecniche

Redazione 10 Novembre 2024
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Lo scalogno è una pianta erbacea molto apprezzata in cucina, tanto per il suo sapore unico quanto per la sua versatilità. Le sue caratteristiche ricordano quelle dell’aglio, sia nella struttura che nelle tecniche di coltivazione. Se sei interessato a coltivare questo ortaggio delizioso, è fondamentale conoscere alcune indicazioni utili per garantirne una crescita ottimale, sia che tu voglia piantarlo in giardino che in vaso.

La semina dello scalogno può avvenire in autonomia. In climi temperati, i bulbi possono essere messi a dimora già in autunno, tra ottobre e novembre. Questo permette loro di riposare durante l’inverno senza subire danni. In altre condizioni climatiche, invece, è consigliabile piantare lo scalogno tra febbraio e marzo, quando il terreno si è scongelato e facilita la radicazione della pianta.

Durante la semina, è essenziale sistemare i bulbi con la punta rivolta verso l’alto. Si raccomanda di utilizzare bulbi freschi, evitando quelli germogliati. I bulbi dovrebbero essere interrati a una profondità di circa 2-5 centimetri, mentre si consiglia di piantarli più in profondità in autunno per proteggerli dal freddo invernale. Una distanza di 30 centimetri tra le piante è ideale, mentre i filari dovrebbero distare circa 40-50 centimetri l’uno dall’altro.

Un altro aspetto cruciale da considerare è il tipo di terreno. Lo scalogno non ama i terreni argillosi, preferendo quelli più sciolti e ben drenati. Se il tuo terreno tende a compattezzarsi, è utile migliorarne la struttura miscelandolo con sabbia. Inoltre, mantenere il terreno soffice evitando di calpestarlo è fondamentale per la salute della pianta. La concimazione con humus di lombrico può anche contribuire a rendere il terriccio più morbido.

Coltivare lo scalogno in vaso è un’opzione praticabile per chi ha uno spazio limitato. È sufficiente un contenitore profondo almeno 25 centimetri, e non dimenticare di mettere dell’argilla espansa sul fondo per garantire un buon drenaggio. In questo modo, l’acqua in eccesso potrà defluire senza causare ristagni, che potrebbero danneggiare la pianta.

Le annaffiature sono importanti, ma lo scalogno non richiede molta acqua, a meno che non ci siano periodi prolungati di siccità. Durante le irrigazioni, è fondamentale bagnare il terreno senza inumidire le foglie, per prevenire malattie fungine. Lo scalogno prospera al sole, ma qualche ora di ombra durante le calde giornate estive è gradita. Le temperature ideali per la crescita variano tra i 24°C e i 30°C, mentre le piante più robuste possono tollerare anche -6°C durante l’inverno.

Questa pianta è generalmente resistente alle malattie e agli insetti; anzi, il suo odore pungente aiuta a tenere lontani molti parassiti. Tuttavia, è possibile che lo scalogno venga colpito da funghi come la peronospora, specialmente nei mesi più umidi. Per prevenire tali problematiche, assicurati sempre che il terreno dreni bene e considera l’uso di trattamenti a base di rame.

Infine, il periodo di raccolta dei bulbi matura tra giugno e luglio. È facile riconoscere il momento giusto: le foglie iniziano a ingiallire leggermente. Per conservare lo scalogno al meglio, scegli un luogo fresco, ombreggiato e privo di umidità. In queste condizioni, potrai mantenerlo fino a 8 mesi dopo la raccolta, come fai con le cipolle.

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