Skip to content
462551144_565156229263092_2154060414021148416_n

Primary Menu
  • Home
  • Privacy Policy
  • Home
  • Giardinaggio
  • Palma da dattero: come curare la pianta patrimonio dell’UNESCO
  • Alberi
  • Giardinaggio

Palma da dattero: come curare la pianta patrimonio dell’UNESCO

Redazione 20 Febbraio 2026
163145905-c619fcdc-8ac5-4544-bf2a-7b58bda54188

La palma da dattero (apprezzata per i suoi frutti dolci e nutrienti) è una pianta ornamentale dall’aspetto elegante che si rivela sorprendentemente semplice da coltivare con i giusti accorgimenti. Con un tronco slanciato e foglie pennate di colore verde-grigio, questa specie non è solo produttiva ma anche decorativa. Inoltre la palma da dattero è riconosciuta come patrimonio culturale e immateriale dell’UNESCO, elemento che ne sottolinea l’importanza storica e paesaggistica.

Dal punto di vista botanico, la palma da dattero appartiene alla famiglia delle Arecaceae ed è scientificamente nota come Phoenix dactylifera. È una specie dioica, cioè con fiori maschili e femminili su piante separate: questo influisce sulla produzione dei frutti. Le sue foglie sono grandi e rigide, mentre i fiori sono piccoli, bianchi o giallastri. Originaria del Nord Africa e del Medio Oriente, si tratta di una specie longeva che si adatta bene a climi caldi e asciutti.

Per ottenere risultati ottimali è fondamentale scegliere l’ambiente giusto: la palma preferisce un clima sub-tropicale, caldo e poco umido. Tollera temperature elevate e una certa salinità del suolo, ma teme i ristagni idrici che provocano il marciume radicale. Il terreno ideale è profondo, soffice e soprattutto ben drenato. L’esposizione deve essere soleggiata: la pianta necessita di almeno 6 ore di luce diretta al giorno per svilupparsi correttamente.

La semina in piena terra è semplice: i semi vanno messi in ammollo e interrati a una profondità di 2-4 centimetri, mantenendo una distanza di 5-6 centimetri tra essi. A seconda della temperatura la germinazione può avvenire in poche settimane o impiegare fino a tre mesi. È importante ricordare che la fioritura richiede molti anni e che, seminando da seme, circa il 50% degli individui sarà maschio, quindi non darà frutti.

Se l’obiettivo è ottenere piante produttive e identiche alla madre, il metodo preferibile è la moltiplicazione tramite polloni. I polloni si estraggono scavando intorno alla base di una palma adulta femmina e separandoli con un coltello pulito. Dopo il trapianto in un substrato leggero e drenante e una fase iniziale di mantenimento dell’umidità, il pollone cresce fino a trasformarsi in una palma femmina in grado di produrre datteri dopo alcuni anni.

Per la coltivazione in vaso è fondamentale predisporre un contenitore adeguato: un vaso di diametro tra 30 e 40 centimetri, profondo e provvisto di fori di drenaggio è l’ideale. Il substrato deve essere leggero e ben drenante; la pianta richiede molta luce, quindi il vaso va posizionato vicino a una finestra luminosa se coltivata in casa. È buona norma effettuare il rinvaso ogni 2 anni per consentire lo sviluppo ottimale delle radici.

Le pratiche colturali incidono direttamente sulla salute della palma: l’irrigazione deve essere regolare durante la stagione vegetativa, circa tre volte a settimana quando il terreno è asciutto, evitando però il terreno zuppo. In riposo vegetativo le annaffiature vanno ridotte. La concimazione è consigliata in primavera, estate e autunno con un fertilizzante bilanciato a base di azoto, fosforo e potassio (NPK), mentre in inverno si può somministrare una volta al mese.

La manutenzione comprende anche la potatura: eliminare foglie vecchie, malate o secche è essenziale per evitare la diffusione di malattie e favorire il ricambio. Tra i problemi più frequenti figurano il marciume radicale dovuto ai ristagni idrici, l’oidio che si manifesta come una polvere bianca sulle foglie e macchie scure legate a eccesso di umidità o scarsa aerazione. La prevenzione mediante drenaggio e corretta gestione dell’umidità è la strategia migliore.

Anche i parassiti possono compromettere la salute della palma: afidi, acari, coleotteri, il ragnetto rosso e le cocciniglie sono i più comuni. In molti casi soluzioni naturali come l’olio di neem o il sapone molle risultano efficaci, mentre per infestazioni gravi è opportuno ricorrere a prodotti specifici. Infine, la raccolta dei datteri avviene generalmente in autunno, quando i frutti sono completamente maturi: vanno staccati con delicatezza per non danneggiare la pianta.

 

Continue Reading

Previous: Maranta: cura, varietà ed esposizione della pianta “della preghiera”
Next: La magnolia: come coltivare e mantenere rigogliosa la regina dei giardini

Articoli Correlati

125947781-45fe6c91-14e8-42f7-bd38-899375abebd1
  • Alberi
  • Fiori
  • Giardinaggio

La magnolia: come coltivare e mantenere rigogliosa la regina dei giardini

Redazione 20 Febbraio 2026
154420700-b4a9888a-682a-48c6-8498-b504413f99fe
  • Giardinaggio
  • Piante da Appartamento
  • Piante da esterno

Maranta: cura, varietà ed esposizione della pianta “della preghiera”

Redazione 23 Gennaio 2026
154649936-96a8276c-d07a-4ff1-921a-d835b70504d3
  • Giardinaggio
  • Piante da esterno

Salsapariglia, come coltivare la “stracciabraghe”

Redazione 20 Gennaio 2026

Ultimi Articoli

La magnolia: come coltivare e mantenere rigogliosa la regina dei giardini 125947781-45fe6c91-14e8-42f7-bd38-899375abebd1

La magnolia: come coltivare e mantenere rigogliosa la regina dei giardini

20 Febbraio 2026
Palma da dattero: come curare la pianta patrimonio dell’UNESCO 163145905-c619fcdc-8ac5-4544-bf2a-7b58bda54188

Palma da dattero: come curare la pianta patrimonio dell’UNESCO

20 Febbraio 2026
Maranta: cura, varietà ed esposizione della pianta “della preghiera” 154420700-b4a9888a-682a-48c6-8498-b504413f99fe

Maranta: cura, varietà ed esposizione della pianta “della preghiera”

23 Gennaio 2026
Salsapariglia, come coltivare la “stracciabraghe” 154649936-96a8276c-d07a-4ff1-921a-d835b70504d3

Salsapariglia, come coltivare la “stracciabraghe”

20 Gennaio 2026
Il marimo, come prendersi cura dell’alga portafortuna 160533313-93c52267-fa26-4243-bd28-213df4454671

Il marimo, come prendersi cura dell’alga portafortuna

12 Gennaio 2026
Le margherite si trasformano in sentinelle d’allarme: sono in fiore già a gennaio 112636752-9a0d06a0-0812-4205-9cf2-2a4d51a44b20

Le margherite si trasformano in sentinelle d’allarme: sono in fiore già a gennaio

12 Gennaio 2026
Copyright (c) 2025 - info@ulissepress.it | MoreNews by AF themes.